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ITA
Un red carpet, cui fa da sfondo una installazione di scatole di cartone dipinte, accoglierà i visitatori per condurli in uno spazio metafisico, in cui – su scatole di cartone riciclato – saranno disegnate strade, borgate e scorci tratti dai piani sequenza dei più celebri film della Magnani, mescolati ad immagini della Roma di oggi.
Alle pareti, ritratti dell’attrice e di chi ha lavorato con lei. Una reinterpretazione talvolta ironica che, però, non “mortifica”ma esalta la figura della Magnani e la sua Roma.
Nella splendida cornice del Lanificio di Via Pietralata in Roma si potranno ammirare frammenti di vita privata e sguardi rubati sul set ed in teatro.
Attraverso stencil, decollage, poster e “graffi” l’artista reinterpreta la grande attrice Anna Magnani anche nell’intento di farla conoscere meglio ad un pubblico più giovane, che spesso insegue solo “bambole di cera” e bellezze effimere.
Una volta Anna Magnani disse al suo truccatore: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele venire”. Frase che quasi crea “sconcerto” per la sua grande attualità, in quanto sembra deridere o beffeggiare la moda sempre più dilagante di fermare il trascorrere del tempo.
L’artista Biodpi attraverso le sue colature di vernice e le sue decise pennellate ne esalta il fascino discreto, senza trucchi, che si offre come elemento di rottura dei canoni tradizionali di bellezza e in cui la malinconia degli sguardi e dei sorrisi diventa immagine indelebile, dalla quale traspare – sebbene a 40 anni dalla morte – una figura forte e contemporanea.
Una Anna Magnani che ancora oggi dà voce all’Italia che non si arrende e che non china la testa, per questo motivo l’artista non può non raffigurare anche una delle più alte ed intense espressioni del cinema mondiale, ossia l’indimenticabile scena finale del film “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, pietra miliare del cinema neorealista.
Biodpi, a modo suo, ne racconta la sequenza, la prima della storia in cui la telecamera segue un personaggio in movimento. “Sora Pina” insegue disperatamente il camion sul quale i tedeschi hanno fatto salire il compagno di una vita, e poi si accascia a terra vinta dai mitra nazisti.
Il grande poeta Ungaretti, nel vedere questa scena, scrisse di lei: “T’ho sentita gridare “Francesco” dietro al camion
dei tedeschi e non ti ho più dimenticata”.
Nel 1972 Anna Magnani appare per l’ultima volta sul grande schermo in un cameo concesso con affetto all’amico Federico Fellini per il suo “Roma”, dove interpreta se stessa e con questa immagine, chiaramente rielaborata, si chiude il percorso espositivo.
Dunque una Anna Magnani diva, ma soprattutto donna vera!

ENG
A red carpet whose backdrop is a mosaic made up of hundred of portraits, will welcome visitors to led them into a metaphysical space where—recycled carton boxes—will be drawn streets, villages and views taken from the sequence shots of the most celebrated films played by Anna Magnani mixed with Rome today.
On the walls there are the portraits of the actress and those who worked with her. A reinterpretation sometimes ironic not mortifying, but exalting the actress figure and her Rome.
In the splendid setting of the Lanificio of Pietralata Street (Rome) everybody can admire fragments of privacy and stolen glances on the set and at theatre.
Through stencils, collage, posters and “scratches” the artist reinterprets the great actress Anna Magnani also in order to make her know better to a young public who often pursues only “wax dolls” and ephemeral beauties Once Anna Magnani said to her make-up artist: “let me all the wrinkles, doesn’t remove only one, it took a lifetime to make them to come”.
That sentence creates “confusion” because the great relevance. It seems to mock fashion more and more increasingly rampant for stopping the passing of time.
The artist Biodpi through his paint runs and his determined brushstrokes exalts her discrete charm without make-up which is offered as a breaking element of the traditional canons of beauty and when the melancholy of her looks and smiles became an indelible images, as evidenced by—though after 40 years of her death—a strong and contemporary figure.
An Anna Magnani who still today gives Italy voice, a woman who doesn’t give up and doesn’t bow her head.
For that reason the artist cannot but represent also one of the highest and the most intense expression of the world of cinema, namely the unforgettable final scene of the film by Roberto Rossellini “Rome open city” milestone in neorealist cinema. Biodpi, in his own way, tells its sequence, the first in the history where the camera follows a character in motion. “Sora Pina” chases the truck where the Germans have made up the companion of a lifetime desperately and then she collapses on the ground won by the miters of the Nazis.
The great poet Ungaretti seeing that scene, wrote of her “I have heard you shouting: “Francesco” behind the German truck and I have forgotten you no more”.
In 1972 Anna Magnani appears for the last time on the big screen in a cameo granted, with affection, to her friend Federico Fellini for his “Rome” where she plays herself. That image, of course reworked, closes the exhibition.
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https://www.iamannamagnani.it/project-r2468
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